Un domani di paura o di speranza?

Sono ore difficili quelle che stiamo vivendo e che segneranno le basi per il futuro del nostro Paese e non solo. Potremmo ricordare tutti gli scenari aperti nel mondo, una crisi economica-finanziaria , sociale, culturale che si sovrappone alla spinta che interi popoli stanno dando sia ai loro Governi che al mondo intero verso nuove frontiere alla ricerca di libertà e giustizia. Quanto e cosa dovremo aspettare prima di “svegliarci” ed aprirci al grido di “verità” che vive in tutti noi, donne ed uomini di diverse razze, religioni, idee e credo? Si qualcosa nelle nostre coscienze inizia a prendere forma, lo sentiamo in molti, lo viviamo cerchiamo di elaborare alcune proposte ragionevoli quali possibili risposte alle pressanti istanze, ma la storia dell’uomo è piena di  esempi in cui la consapevolezza non si coniuga con la volontà di un agire conseguente e coerente, perchè allora illuderci che oggi possa maturare o esplodere qualcosa di diverso? Oggi il cambiamento vero e profondo è possibile se non per volontà, certamente per necessità storica, la necessità che riflette il compimento della promessa di quel Dio di Amore e misericordia in cui noi cristiani crediamo. A noi la responsabilità e l’onere di dare forma a quel domani di speranza in cui noi crediamo perchè sappiamo essere certo e vero. Non solo con la forza della ragione ma una ragione filtrata e rafforzata dalla Fede saprà restituire a molti donne ed uomini la dignità di essere protagonisti di un improrogabile “cambiamento”.  Simon Pietro rispose a Gesù: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”( Gv, 6, 68)
 

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